Le modifiche alla rete ferroviaria in Friuli Venezia Giulia

Reblogged from Strade ferrate del FVG:

Dal Piccolo del 28 aprile 2012 giungono segnali preoccupanti sul futuro dell’esistente infrastruttura regionale. Da quanto si legge nell’articolo, per ora si tratta di un progetto di RFI, al quale la Regione si è data un mese di tempo per comunicare su cosa e d’accordo o meno sul progetto.

Riportiamo l’articolo e il link ad uno schema riassuntivo.

Va detto sin da ora che chi tiene alle ferrovie della nostra regione dovrà adoperarsi per capire di cosa si sta parlando, analizzando concretamente con gli addetti ai lavori la situazione e le relative conseguenze…

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Rebloggo un articolo pubblicato da Strade Ferrate del Friuli Venezia Giulia, in cui si parla di modifiche alla rete ferroviaria nell'ottica di tagli economici. Riporto anche il link a un commento che si è meritato dignità di post, sempre sullo stesso blog.

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Ordinari disagi da pendolari

Segnaliamo un racconto che è stato inviato alla Viaggiatrice Julka e che riguarda gli sfortunati pendolari che per lavoro si trovano costretti ad avere a che fare con le Ferrovie dello Stato, la metropolitana di Roma e i mezzi di superficie ATAC:

Buongiorno,

oggi, 3 maggio 2012 , il tempo di percorrenza del tragitto di sola andata casa-lavoro è durato 2 ore 29 minuti (raddoppiando il tempo solito di percorrenza).

Inoltre le condizioni di disagio del viaggio ha superato i livelli massimi della tolleranza.

Denuncio: disorganizzazione, improvvisazione, incompetenza delle Ferrovie dello Stato, dell’ATAC metro e autobus, a discapito dei pendolari lavoratori, per i quali non c’è alcun rispetto.

Come tutte le mattine,  sono uscita da casa alle ore 7,40 da Cerenova, comune di Cerveteri, quale pendolare, per andare a Roma Eur, in Via Vitaliano Brancati, dove lavoro, arrivando in ufficio alle ore 10,09.

Il tragitto si è svolto come segue:

  • Il treno Marina di Cerveteri – Roma Ostiense è arrivato in orario alle 7,53 puntuale.
  • Il treno alla suddetta fermata è arrivato già gremito di passeggeri e chi doveva salire, poteva solo stare in piedi.
  •  Alla fermata successiva di Ladispoli-Cerveteri l’afflusso era di gran lunga superiore alla media degli abituali passeggeri, perché il treno precedente era stato soppresso.
  • Alla fermata di Torrimpietra il treno si è fermato per oltre 22 minuti, perché i passeggeri a terra intendevano salire, senza averne lo spazio sufficiente per entrare, sebbene sia stato dato libero accesso anche alla carrozza merci/biciclette, anch’essa gremita di gente.
  • L’andatura del treno era estremamente lenta
  • Sono arrivata a Roma Ostiense con 40 minuti di ritardo.
  • Ho raggiunto la Metropolitana linea B in 5 minuti a piedi:
  • I tapis roulant non funzionano quasi mai, ma non fanno più notizia
  • In questa fascia oraria, nella direzione Laurentina, i treni arrivano ogni 4/6 minuti, cioè ogni due treni che transitano nella direzione contraria, e sono sempre gremiti di gente
  • La marcia del treno metropolitano ha avuto un’andatura estremamente lenta e il tempo di percorrenza raddoppiato
  • Alla fermata Eur Palasport il treno si è fermato per 12 minuti e ha annunciato all’altoparlante ritardi e rallentamenti: il treno che precedeva era guasto e fermo sui binari
  • Sono scesa dalla metropolitana alla fermata Eur Palasport, con una fermata in anticipo, e mi sono avviata a piedi in direzione Eur Fermi:
  • La fermata Boston degli autobus direzione fuori-roma è stata spostata, senza una chiara indicazione del nuovo punto di fermata del 779, direzione Gadda.
  •  Ho atteso 14 minuti l’autobus 706, che mi ha lasciato su viale dell’Oceano Altlantico
  • Ho proceduto a piedi per la salita di via C.Pavese
  • Sono arrivata in ufficio alle ore 10,09, in condizioni impresentabili sudata, stressata e nervosa

Mi domando: come è possibile che si agisca con cambiamenti nei percorsi degli autobus, senza avvisare prima l’utenza?

Vorrei non rimanesse uno sfogo personale, ma fosse lo spunto di riflessione per chi ha ancora una coscienza civica morale.

Saluti

Daniela

La Viaggiatrice Julka è stata indecisa sul da farsi: postarlo sull’Ufficio Reclami o usarlo per questo spazio? Alla fine, trattandosi di un argomento che ci tange, in quando temibile blog di pendolari, lo ha postato qui sopra. Sarebbe il caso di mandarlo, a nostro avviso, anche all’ufficio reclami dell’ATAC e alle Ferrovie dello Stato.

Il Pendolare

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Alla ricerca delle sale d’attesa

Il nostro Fraz J. ci racconta del suo transito a Perugia, dove ha potuto verificare la presenza di sale d’attesa alla stazione di Ponte San Giovanni. Non disdegnando anche un po’ di amarcord…

Continua il reportage sulle sale d’aspetto italiche.
Questa volta abbandonando Roma per la “Etruria Felix” sono passato dall’Umbria, grazie ad un amico in visita che ha dato uno strappo fino a Perugia che, per chi non lo sapesse, vanta ben sei tra stazioni e fermate ferroviarie. La stazione di Perugia Ponte San Giovanni -uscita pari pari dagli Anni Cinquanta, mancava solo Tina Pica !- non è dotata di sala d’aspetto, ma ha sparse tra l’ingresso la biglietteria e l’edicola, in uno spazio ad L ampio ma non molto grande alcune panchine, decisamente d’epoca. Erano gli anni della ricostruzione, del boom, e per non sedersi sugli allori ed oziare evidentemente andavano di moda panchine lignee decisamente scomode !
Piccola nota crepuscolare: la bilancia di quel modello mi riporta all’infanzia, quando il nonno mi portava a vedere i treni ! Evidentemente ce n’era una in tutte le stazioncine di provincia, penso.

Franz J.

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Aggiornamenti dallo sciopero degli operatori dell’89.20.21

Oggi vi tedierò poco. Vi mando a vedere i filmati della protesta. Li scopro grazie al blog degli ex lavoratori 89.20.21:

E cercando bene su youtube, di video degli operatori dell’89.20.21 in sciopero se ne trovano altri. Consiglio vivamente la visione.

La Viaggiatrice Julka in versione Agit Prop

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Scusi, è libero?

Reblogged from Discanto:

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Avete mai avuto problemi nel trovare il vostro posto sul treno? Magari dovendo attraversare torme di gente in corridoi farciti di bagagli? Non vi siete mai chiesti quali mostruosi algoritmi soggiacessero alla disposizione dei numeri dei sedili?

Oggi ho trovato in giro le mappe dei posti di alcuni modelli di Frecciarossa e Frecciargento. Buon divertimento! (clicca sulle immagini per vederle ingrandite).

Trovo questo meraviglioso post sulla numerazione dei Frecciarossa e Frecciargento, e rebloggo. Chissà mai che possa tornare utile ai viaggiatori in cerca di posti vicini..

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Primo Maggio: anche i viaggiatori festeggiano.

E questo temibile blog di pendolari (cit) non è da meno.

Però festeggia a modo suo, tornando a parlare di lavoratori in sciopero. D’altra parte è sacrosanto, parlare di lavoratori in sciopero proprio il giorno della Festa dei Lavoratori. Si rispettano le tradizioni in pieno.

Quindi vi propongo un nuovo articolo dedicato alla protesta degli operatori dell’89.20.21, segnalato da Alessandro Bario:

Devo dire che leggendo gli scarsi articoli degli ultimi giorni mi lascia sempre più basita l’atteggiamento di Trenitalia, che di fatto se ne lava le mani:

Sentitasi chiamata in causa, arriva immediata la replica di Trenitalia: “Quelli della Format sono dipendenti di una società esterna al Gruppo Fs – precisa Trenitalia – Tale impresa lavora in regime di subappalto per conto del Raggruppamento temporaneo di imprese (RTI). Nei confronti di detto Raggruppamento – conclude la nota – Trenitalia ha sempre puntualmente e con continuità pagato il servizio”.

Di fatto, un’azienda non può infischiarsene fino a questo punto di lavoratori, per quanto dipendenti di ditte subappaltatrici. L’immagine dell’azienda che porta il nome di Trenitalia passa anche per quei lavoratori assunti da Format. Nessuno degli utenti, infatti, li considera dipendenti Format, Almaviva o quello che possono essere. Per l’utente finale, chi risponde al numero verte 89.20.21 è di fatto uno che risponde a nome di Trenitalia, e lo ha fatto dal primo all’ultimo giorno del suo contratto. Ogni parola uscita dalla sua bocca parlava a nome delle Ferrovie e di Trenitalia, non a nome di altri.

Quindi già da un punto di vista formale questa sindrome di Ponzio Pilato non ha il minimo senso.

Inoltre c’è un particolare non indifferente da considerare. Questi lavoratori in subappalto per anni sono stati un costo minoritario per l’azienda, proprio perché il subappalto e la possibilità di usare forme contrattuali discutibili, come la collaborazione occasionale per periodi superiori al mese consecutivo in un momento in cui la legge prevedeva un altro tipo di contratto per periodi così lunghi e un uso decisamente bizzarro del co.co.pro. (per esempio la concessione di un unico giorno libero a settimana anziché i due previsti per chi lavora 8 ore al giorno 5 giorni a settimana, o richieste di doppi turni che potevano arrivare alle 16 ore consecutive. True story)  hanno concesso di risparmiare enormemente sulla gestione del personale del call center.

E ora che 170 persone che conoscono il lavoro a menadito e di sicuro sanno cosa rispondere ai dubbi dell’utente al telefono perché non hanno bisogno di tempi di rodaggio necessari per il servizio diventano perfetti sconosciuti di cui l’azienda può liberarsi tranquillamente perché non sono nostri dipendenti?

Ditemi per quale motivo una persona dotata di un minimo di senso etico davanti a queste cose non dovrebbe armarsi di un machete. E per cortesia, spiegatemelo come se avessi 4 anni, perché rischio di non capirlo.

Comunque, buon Primo Maggio, eh.

La Viaggiatrice Julka in versione Agit Prop

 

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Qualche impressione di viaggio (su Italo)

Il nostro amico Ciocci (che il Dio che regola il trasporto ferroviario lo mantenga sempre in salute, così ci fa i resoconti puntuali e noi dobbiamo solo andare a prenderceli!) ha sperimentato Italo nella sua seconda giornata di attività.

Ha coperto la tratta Firenze-Bologna. Prima di lasciarvi ai suoi commenti, vi avverto che Ciocci, per sua stessa ammissione, è un nostalgico di Trenitalia e soprattutto uno che predilige il trasporto su treni regionali (e a dirla tutta in certe tratte che tocca nei suoi viaggi non gli si può dare torto). Però la sua cronaca, scritta in diretta grazie a una connessione internet, ha il pregio di essere equilibrata e non di parte. Lascia le impressioni personali alla fine. Ve la mettiamo a disposizione. Se qualcuno avesse critiche perché la sua esperienza è stata differente, come al solito i commenti sono a disposizione:

“allora, ho comprato il biglietto mezz’ora fa usando l’iphone, mentre stavo partendo da Empoli. È facile acquistare anche sullo schermo piccino dello smartphone, anche se un sito ottimizzato potrebbe essere utile, niente paypal, peccato, ci avevo quasi sperato. – Ciocci da FFHound!

“le carrozze hanno una sola porta, scomodo, tutti che escono e ammasso di gente, che si assiepa. Ora sono entrato, le carrozze profumano di nuovo, quel puzzo di uno fire appena ritirata dal concessionario. – Ciocci da FFHound!

(Nota del Pendolare: questa affermazione viene parzialmente smentita da questo commento successivo:  “sulle carrozze ho detto un po’ una stronzata, dall’esterno si vede una sola porta, ma poi dentro arrivare a quella del vagone dopo è facilissimo ed è come se fossero due – Ciocci da FFHound!” e corretta di nuovo da un altro sperimentatore di Italo: “Ogni vagone ha due porte: una in testa e una in coda../.. – Smeerch“)

“i sedili non sono a salottino, ma in fila, solo che per metà carrozza sono in un senso e per metà nell’altro, nel mezzo due salottini con 4 posti e i classici tavolinetti in mezzo. Tanto spazio per le gambe, sedile super comodo e un bel piano reclinabile, in cui entra senza problemi un laptop 15″ – Ciocci da FFHound!

“il wifi non funziona, o almeno a me non è riuscito connettermi finora, non ci provo nemmeno più che tanto fra poco arrivo a Bologna. Vedendo mi sembra che ci sia un sacco di personale a bordo, sono passati 4 o 5 persone, nessuno per ora mi ha chiesto il biglietto. Io sono nella carrozza 6 e nella 7 ci sono i distributori automatici per gli snack. Sono andato a vedere il bagno e quando sono uscito c’era un controllore, pensavo volesse controllarmi il biglietto invece voleva solo vedere se il bagno funzionasse. – Ciocci da FFHound!

(Nota del Pendolare: La questione del wifi tra Firenze e Bologna era stata già sviscerata durante l’inaugurazione, quindi la prendiamo come una problematica relativa alla tratta specifica e non come costante sulla linea)

“tra Firenze e Bologna ha accumulato già 5 minuti di ritardo. Odio la quantità di nomi inglesi che hanno usato, non si chiama “train manager”, capotreno vi faceva schifo? Era il fardello di troppa storia? – Ciocci da FFHound!

Conclusioni:

“comunque, a parte un po’ di fotta per la cosa nuova, direi bah, niente di più niente di meglio di un frecciarossa, anche come costo io ho pagato Firenze – Bologna 26€ e avevo guardato che il frecciarossa (o frecciargento) veniva 25€, quindi a meno di offerte speciali in pratica non c’è troppa differenza per me. Poi io sono di parte e nostalgico delle ferrovie dello stato monopoliste vere, quindi a parte di cose eccezionali, continuerò a viaggiare trenitalia. – Ciocci da FFHound!
(Nota del Pendolare: Anche qui, ricordiamoci che la tratta coperta è stata tra Firenze e Bologna, e che le offerte possono cambiare notevolmente su tratte più lunghe, per esempio la Roma-Milano o la Milano-Napoli)
Insomma, come primo resoconto mi è sembrato abbastanza pacato, niente grandi entusiasmi, nessuna critica sostanziale, putroppo nessuna informazione ulteriore sulla questione del passaggio tra una classe  e l’altra, e un piccolo dubbio sulle porte che potrà essere dispiegato con il primo viaggio su un treno Italo disponibile.
Un’altra informazione utile la lascia invece il viaggiatore che corregge il numero di porte, Smeerch:
“I bagagli che rimangono incustoditi (in testa e/o in coda al vagone) possono essere agganciati con un lucchetto in stile Kensington* che funziona come i carrelli al supermarket: inserisci la monetina e puoi utilizzarlo. – Smeerch”
Naturalmente nel post abbiamo tralasciato i commenti di altri nella discussione, limitandoci a quanto sperimentato di persona. Se volete leggere tutta la discussione, potete andare qui.
Il Pendolare
*Nella mia grande ignoranza ammetto di non sapere cosa sia un lucchetto in stile Kensington, ma mi premurerò di verificarlo.

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Italo e il passaggio da una classe all’altra.

Come tutti sapete (o magari anche no, mica uno deve sapere qualunque cosa), ieri i treni di Italo hanno cominciato a percorrere le italiche rotaie. Come sapete se leggete questo blog, a noi Italo è simpatico, perché da viaggiatori di Trenitalia abbastanza delusi e incazzati stiamo cercando un’alternativa per andare da nord a sud e viceversa. E poi son stati gentili, con Franz J., molto più gentili di quanto non siano mai state le intere Ferrovie in anni di utilizzo.

Pure con me ieri alle informazioni di Italo, in stazione Tiburtina (a proposito, ho fatto un servizio fotografico alla Tiburtina, quando si ricarica la macchina fotografica provvedo a cadaunarlo), son stati gentili. Dice:  Per forza, era l’inaugurazione. Vero. Però la forma conta, quando sei uno che vorrebbe strappare il mercato a qualcuno che c’è stato fino all’altro giorno praticamente da solo. E sulla forma, a Italo, non si può dire nulla. Mi hanno pure regalato una maglietta ricordo. Anzi due, l’altra è per una delle altre due viaggiatrici. Sta cosa di avere un blog di pendolari e viaggiatori incazzati ogni tanto ha i suoi privilegi. Dovremmo davvero farci i biglietti da visita, come diche Franz J. Ma non divaghiamo.

Allora, io torno a casa dopo aver recuperato un orario cartaceo che mi spiega la programmazione di Italo fino a giugno, gli orari, i prezzi, e pure la scoperta del programma di Italo, una specie di Cartafreccia, di cui mi studierò nei prossimi giorni tutte le caratteristiche e la normativa, e poi mi iscrivo, e quando arrivo a casa il Correttore mi dice che ci sono degli articoli on line non proprio edificanti.

Dice il Codacons che su Italo c’è la divisione delle classi con tanto di personale che non permette di passare dalla Smart alla Prima alla Club (le classi di Italo si chiamano così. Anzi, li chiamano ambienti, mica classi, forse anche loro han paura della lotta di classe  e preferiscono usare sinonimi. Oddio, sempre meglio ambienti di livelli…):

Copincollo un paio di considerazioni e la smentita di NTV

IL RACCONTO – «Dalla classe Smart – racconta Rienzi- abbiamo provato a visitare gli altri ambienti del treno, ma un addetto ci ha sbarrato la strada spiegandoci che chi viaggia in classe economica non può accedere alle carrozze riservate ai possessori di biglietti Prima e Club, e che avremmo potuto osservarle dall’esterno attraverso i finestrini una volta scesi in stazione». Una «discriminazione» denuncia Rienzi che adombra l’eventualità che questo possa ripercuotersi sulla sicurezza del convoglio: «in caso di incendio su una carrozza Smart, infatti, come faranno i passeggeri a mettersi in salvo se non possono accedere alle altre aree del treno?», si chiede Rienzi.

LA SMENTITA – Per Ntv non è prevista invece alcuna restrizione al passaggio da una classe all’altra. La società infatti smentisce «nel modo più assoluto che ai viaggiatori sia stata impedita la possibilità di muoversi fra gli ambienti del treno». «In considerazione del grande entusiasmo dei viaggiatori e del fatto che fosse il primo viaggio di Italo, il personale di bordo ha accompagnato numerosissime persone a visitare il treno, sebbene le regole di una buona condotta, del rispetto per gli altri passeggeri e della doverosa tutela della privacy, suggeriscano che ogni passeggero viaggi nell’ambiente assegnato», si puntualizza.

Vi risparmio la manfrina sul wifi che non funzionava tra Bologna e Firenze perché, a dirla tutta, durante un viaggio inaugurale mi aspetto come minimo un problema, e se il problema è la mancanza del wifi tra Bologna e Firenze posso pure sopravvivere per un’ora senza internet.

Invece la questione delle classi mi preme, e molto. Non ho cambiato idea, da quando a novembre scorso mi incazzai con Trenitalia perché era prevista la chiusura delle classi sui nuovi treni AV. Quindi se dovesse davvero presentarsi lo stesso problema con Italo sono disposta a incazzarmi allo stesso modo. Sono sempre dell’idea che nelle classi pià alte non ci metterei un mignolo per puro diletto, ma in caso di necessità, che va dal bisogno di camminare se la circolazione non permette di stare seduti a lungo all’indisponibilità di un bagno nell’ambiente SMART ai casi più gravi di problemi tecnici nella carrozza, ecco, un treno che non permette di spostarsi da un ambiente all’altro non mi sembra l’ideale.

Però sono disposta a concedere il beneficio del dubbio, trattandosi del viaggio inaugurale. E così ieri sera ho approfittato di un form messo a disposizione dal sito e ho inviato questa richiesta:

Buongiorno.
Sono una vostra futura cliente, e ho letto su qualche articolo di giornale che durante il viaggio di inaugurazione ad alcune persone è stato impedito dai vostri addetti di passare dalla classe SMART alle classi superiori. Vorrei sapere se è corretta l’informazione, e se davvero i viaggiatori della classe SMART non potranno avere accesso ai vagoni delle altre classi anche solo per una passeggiata volta a sgranchirsi le ginocchia o a cercare un bagno libero.
Attendo delucidazioni in merito.

Ho fatto le cose per bene, lasciando email e numero di cellulare. Ora attendo. Non mi aspetto una risposta di domenica, perché, insomma, richieste di informazioni o reclami hanno comunque i loro tempi.

Però confido molto nell’interesse di questa nuova compagnia nella clientela, perlomeno per i primi tempi. Se l’interesse verrà meno, siamo sempre un blog di pendolari e viaggiatori incazzati e non lesineremo le incazzature ove le riterremo sacrosante!

La Viaggiatrice Julka che concede il beneficio del dubbio

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Ricevo e inoltro.

Gli ex lavoratori dell’892021 hanno aperto un blog:

Per capire chi sono, potete andare qui.

Come nella migliore tradizione, qui si  riassume la situazione che ha portato alla protesta. Lo copincollo, così magari anche il lettore più distratto che capita una volta alla settimana a leggere di treni capisce come mai qui ci siamo trasformati (temporaneamente, si spera per i lavoratori in sciopero) nella cassa di risonanza di una protesta:

“(AGENPARL) - Roma, 24 apr - “La società Format  gestisce il call center e i servizi informatici di Trenitalia con circa 300 lavoratori. Il servizio gli è affidato in subappalto dal colosso dei call center Almaviva, aggiudicatario dell’appalto di servizi di Trenitalia.  Fino a qui cose ordinarie.Format però da alcuni mesi non paga gli stipendi ai lavoratori che hanno segnalato il fatto ad Almaviva che ha poi deciso di liberarsi della Format rescindendo la commessa in anticipo. Cosi 170 lavoratori sono già a casa e gli altri li seguiranno a dicembre. Ma Almaviva in questo contesto prende la palla al balzo e, internalizzando il servizio, assume guardacaso circa 300 nuove persone con contratti di apprendistato, cioè meno costosi dei lavoratori Format”. Lo dichiara in una nota Massimiliano Valeriani, consigliere del Pd a Roma.

“Morale: i lavoratori della Format – aggiunge Valeriani – da più di 10 anni a questa parte sono stati inquadrati con ritenuta d’acconto, poi co.co.co. poi co.co.pro. poi assunti a tempo determinato e finalmente assunti a tempo indeterminato. Oggi vengono licenziati perché si assumono altrettanti lavoratori in apprendistato, forma contrattuale non prevista per lavoratori  al di sopra di 30 anni. Questa brutta storia è l’ennesima vertenza complicata che si abbatte sul tessuto economico produttivo romano. Chiedo al Sindaco e a tutte le istituzioni – conclude Valeriani – di porre attenzione a questa vicenda e di attivarsi presso il Governo affinché non si consumi questa ennesima ingiustizia”.”

So che non siete tutti Agit Prop come me, ma ogni tanto io un giretto ce lo farei. A proposito. Oggi, dalle parti della Stazione Tiburtina, guardate se trovate in giro gente con una maglietta che riporta la scritta 892021. Magari verso l’una, quando arriva il primo treno di Italo…

La Viaggiatrice Julka in versione Agit Prop

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Trenitalia deraglia.

O meglio. I suoi treni si scontrano. Sì, lo sanno tutti, ma noi stavamo testimoniando il deragliamento virtuale dell’azienda e abbiamo tralasciato quello reale.

Comunque dice la viaggiatrice Julka che ha un po’ di paura, a prendere un treno AV da Termini, visto che i viaggi in treno cominciano a sembrare un po’ troppo avventurosi…

Che dite, le partenze da Tiburtina come saranno?

Il Pendolare

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