Un anno suonato in stazione

Una anno fa o poco più, nell’atrio della stazione di Torino Porta Nuova è stato installato un pianoforte verticale. Da allora centinaia di mani si sono appoggiate su quei tasti, a volte solo per strimpellare qualche nota a volte improvvisando veri e propri concerti.

E anche questa sera la magia si è ripetuta. Grazie ragazza dal cappotto rosso e il sorriso timido per avermi donato un momento di emozione pura, chiudendo,  con la tua musica donata,  questa mia giornata positiva in modo perfetto. 

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se trenitalia mette un piano

piano1Da qualche giorno nell’atrio della stazione Porta Nuova di Torino è comparso un pianoforte: Suonami, sono tuo è l’invito. E ci sono davvero tantissime persone che si siedono sullo sgabello e iniziano a suonare. C’è chi strimpella, chi gioca, chi si siede per un selfie, ma ci sono anche moltissimi giovani che si siedono e suonano, suonano, suonano così bene che tu desideri, per una volta, che il tuo treno sia in ritardo o soppresso per metterti lì, seduto a terra o sul bordo dell’aiuola ad ascoltare e a farti rapire dalle note. Ascoltare i tanti che si alternano ai tasti rasserena, calma le tensioni, fa spuntare sorrisi su volti ansiosi e preoccupati.piano2

Non so chi abbia avuto l’idea, né per quale scopo il pianoforte sia lì, però posso esclamare: Finalmente una cosa bella in stazione. E rimane una bella cosa anche se fosse solo una strategia di Trenitalia per tenere buoni i viaggiatori e farsi perdonare i tanti disagi, ;D
(nb: da quando c’è il pianoforte, comunque, i miei treni sono sempre stati puntuali, coincidenza?)

[edit: sono andata a leggermi da dove nasce l’idea]

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di ritardi e reciprocità: il difficile rapporto con Trenitalia

Ecco l’esperienza raccontata da Alberto Fiorillo, sul blog del sito Espresso:

Stazione di Milano. Pomeriggio. Un’anziana signora corre verso il binario. Ma Il suo treno è già partito, da due minuti. Dopo un po’ la rivedo sul Frecciarossa successivo, il mio, il 9651 delle 18.00. Avverte immediatamente il controllore che ha perso il treno, ma niente da fare: deve acquistare un nuovo ticket. Sono 86 euro, prego, paga in contanti o con la carta? Il regolamento è chiaro: la signora ha un biglietto “A/R in giornata”, la tariffa è scontata rispetto al prezzo intero (54.50 euro al posto di 86), ma consente di salire esclusivamente sul treno prenotato. Lei, perciò, è ora sprovvista di titolo di viaggio valido. Anzi, sottolinea il ferroviere, la regolarizzazione effettuata a bordo impone l’applicazione di una soprattassa di 50 euro che lui, magnanimo, le risparmia.

Passano più di 3 ore e il Frecciarossa sta per arrivare a Roma Termini. Alle 21.14 e non alle 20.55 come prevede l’orario.

Da qui Fiorillo ne trae alcune interessanti conclusioni:

In un rapporto sano, equo, corretto tra cliente e azienda deve valere il principio della reciprocità. Se la norma impone che il ritardo del passeggero – qualunque esso sia – venga doppiamente sanzionato (nuovo biglietto+soprattassa) anche l’azienda deve essere sanzionata per il ritardo, qualunque esso sia. In altre parole: non è possibile che il passeggero che arriva un secondo dopo la partenza del convoglio sia costretto a sborsare decine di euro, mentre Trenitalia può non cacciare fuori un centesimo anche quando accumula quasi un’ora di ritardo.

Oltre a quello della reciprocità, c’è il principio del buon senso. Sì, è vero. Hai acquistato un biglietto promozionale e hai perso il tuo treno. Però sei un mio cliente e quindi  ti tratto bene. Ti accolgo lo stesso sul treno successivo, a patto che ci siano posti liberi, facendoti pagare solo la differenza tra il tuo ticket scontato e il prezzo pieno, mica ti taglieggio costringendoti a pagare due volte lo stesso viaggio.

Ultima considerazione, filosofica e – ammetto – assai forzata. I 19 minuti di ritardo di Trenitalia non sono 19 minuti, ma 19 minuti per ognuno dei passeggeri a bordo. Ci sono 410 viaggiatori? I minuti persi sono complessivamente 7.600, circa 130 ore. E poi c’è il tempo perso da chi aspetta l’amico o la compagna al binario, da chi l’aspetta a casa, dal collega che l’aspetta in ufficio o per una riunione.

Ecco, la proposta mi sembra interessante: inseriamo nel blog un contatore dei minuti di ritardo che ciascun viaggiatore accumula e proviamo a chiedere un rimborso collettivo a Trenitalia?

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E quindi, class action!

Ehi, voi. Siete tra i viaggiatori che per due settimane nel dicembre 2012 hanno subito disagi a causa dei terminali in tilt di Trenord?

Sappiate che potete aderire alla class action proposta da Altroconsumo. La Corte d’Appello ha detto sìribaltando la decisione del Tribunale di Milano che l’aveva trovata inammissibile.

E a me la notizia non sembra affatto male.

(per la modalità di adesione alla class action consiglierei di rivolgervi ad Altroconsumo, che tra l’altro riporta la notizia sul suo sito. In bocca al lupo e diteci com’è andata, magari un giorno toccherà pure a noi incazzarci per bene e fare una class action contro qualcuno…)

 

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Cose di ritorni a Roma

Sono seduta sul mio sedile di frecciarossa, classe standard, come sempre. La carrozza è quasi vuota.

Al posto 9D c’è un ragazzino al suo primo viaggio in treno da solo e legge la Guida galattica per gli autostoppisti (i nerd che conosco sarebbero felici di ciò. Il ragazzino avrà un quattordici anni massimo, cresce bene).

Dietro c’è una bambina con un cappello a forma di testa di lupo che continua a cantare.

Io ho nella borsa il corvo che sta meditando di andarsi a presentare alla bambina dalla testa di lupo.

E nel mentre ascolto in loop I don’t like mondays. Sì, è un viaggio tranquillo…

La Viaggiatrice Julka (ancora viva e viaggiante, ogni tanto)

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TRENITALIA, IL BIGLIETTO ELETTRONICO REGIONALE SI RINNOVA

Credo che questo comunicato possa interessare tutti coloro che viaggiano spesso con treni regionali. Da novembre non è più necessario stampare il biglietto acquistato on line ma basterà mostrare il PDF sul proprio dispositivo, tablet, pc o smartphone che sia.
Qui c’è il link alla notizia originale, così avrete un riscontro sul sito da mostrare a eventuali controllori che non hanno recepito la nuova modalità:

http://www.fsnews.it/cms/v/index.jsp?vgnextoid=600af18d65732410VgnVCM1000008916f90aRCRD

Un piccolo passo per l’uomo ma una rottura di co… ehm… scatole in meno per una moltitudine di viaggiatori.

Strade ferrate del FVG

Riprendo il comunicato stampa odierno  delle Ferrovie dello Stato

 ·           facilitato l’acquisto online, non è più necessario stampare il biglietto

 Roma, 8 novembre 2013

 Viaggiare con il biglietto regionale acquistato online è diventato più semplice: da novembre, infatti, non è più indispensabile stamparlo.

 Basterà mostrare al personale di controllo il file .pdf ricevuto sul proprio pc, smartphone o tablet dopo l’acquisto telematico sul sito web di Trenitalia. Dovranno, naturalmente, essere ben leggibili tutti i dati, incluso il particolare codice QR (Quick Response) di forma quadrata, necessario per le verifiche.

 Il biglietto, che continua a essere personale e deve essere mostrato insieme a un valido documento di riconoscimento, non ha ovviamente bisogno di alcuna convalida, consente di viaggiare sul treno regionale prescelto o su un altro in partenza, entro le quattro ore successive, lungo la stessa tratta. Può essere acquistato da sette giorni prima della data del…

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I pendolari in un libro

Pendolante

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Finalmente è on-line l’open e-book PendoLibro 2013, il primo libro con i racconti dei pendolari italiani.
A maggio di quest’anno, l’editore Libreriamo aveva lanciato l’idea di raccogliere emozioni, sogni, incontri e problematiche dei pendolari in un libro collettivo. Paolo Di Paolo, finalista al Premio Strega di quest’anno, ne firma la prefazione. 
Avevo spedito anch’io il mio racconto e visto che non è stato accettato, mi consolerò leggendo le storie di altri viaggiatori italiani e ritenterò il prossimo anno.
L’e-book è scaricabile gratuitamente dal sito di Libriamo.
Buona lettura, ovviamente in treno.

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