Altri pendolarismi laziali

Ci segnala S. un suo post di un paio di anni fa (quest’estate quasi tre), quando era pendolare sulle linee laziali. Stavolta si tratta della linea che passa per Velletri, con arrivo ai binari  più esterni della stazione Termini. I più scomodi in assoluto, a mio modesto parere. Ma S. si sofferma in particolare su un aspetto già indicato come problematico dalla Pendolare del Frusinate nella sua introduzione al pendolarismo: la pulizia dei treni. L’episodio raccontato è, sì, di un paio di anni fa e, sì, è una situazione particolare (eravamo in pieno sciopero degli addetti alle pulizie), ma potrebbe dare una vaga idea della situazione in cui versano ogni giorno i viaggiatori. Ne riporto un brano:

Come se non bastasse la quotidiana lotta contro i ritardi, la maleducazione, le alzatacce mattutine, l’aria condizionata troppo forte (anche in inverno) o il riscaldamento asfissiante (soprattutto in estate) un’altra variabile si è prepotentemente inserita nel delicato disequilibrio dei pendolari.

Trenitalia si serve, in comodo outsourcing, di un’azienda che si occupa -o almeno dovrebbe- dell’igienizzazione e pulizia dei convogli ferroviari. Desistiamo per un attimo dal parlare del fatto che i treni non siano mai puliti, senza ricercare il motivo nascosto fra le pieghe delle abitudini ai non-servizi, tipicamente italiana.

Il tasto (più) dolente di questi giorni estivi è la questione dello sciopero attuato da questa azienda di pulizie esterna nei confronti della propria azienda, di Trenitalia e dei viaggiatori. Il motivo del contendere è sicuramente importante, qualunque esso sia. Se un lavoratore, e in questo caso un intero collettivo di lavoratori, attua uno sciopero protratto per oltre due mesi, intende sicuramente movimentare duramente la propria protesta.

Questa situazione crea notevoli e sgradevoli inconvenienti a chi viaggia con Trenitalia.

Treni (smodatamente) sporchi, contenitori dell’immondizia non svuotati (e viste le dimensioni di questi ‘cestini’ non è difficile immaginare cumuli di carta, bottiglie, confezioni vuote che fuoriescono tracimanti),  sedili e pavimenti con sfumature di colori non contemplati nemmeno nella scala cromatica delle donne.

Nel post, che vi invito a leggere qui, è presente un reportage fotografico delle condizioni sopra descritte. Voi leggete, indignatevi e venite a riportare a noi oppure sul blog di Armyz le vostre considerazioni. Potete pure duplicare il commento, non ci offendiamo.

Intanto ringraziamo S. per la gentile concessione e restiamo in attesa di nuovi racconti ai confini con la realtà riportati dai nostri viaggiatori, pendolari e non.

Il Pendolare

 

2 commenti

Archiviato in Gli annunci del Capotreno

2 risposte a “Altri pendolarismi laziali

  1. Tutte le volte che rileggo questo post mi spiego perché non mi manca più il pendolarismo! 🙂

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