89.20.21: la parola agli operatori del call center.*

Come promesso, ieri ho fatto un giro di perlustrazione in Via dello Scalo Prenestino, dove i lavoratori del call center di Trenitalia sono in presidio da lunedì scorso.

Era il 25 aprile, i presidianti si erano divisi tra due manifestazioni e l’aria era più da scampagnata fuori porta, con i resti del pranzo ancora in bella vista che da lotta dura senza paura. Ma ci sta anche questo, il 25 aprile. In realtà ci sta tutti i giorni, i presidi sono fatti di persone, e nei momenti morti persino le persone con la prospettiva di restare a casa dal 12 giugno si rilassano un po’.

Però sono riuscita a recuperare qualcosa di interessante, come la mail che è stata inviata agli operatori da Format. Mail che fino a questo momento attende ancora una risposta. Ve la copincollo, per gentile concessione di Anna Milani:

A tutti i lavoratori Format Contact Center
Alle OOSS

In data odierna, a seguito dei fatti accaduti negli ultimi giorni, la società Almaviva ci ha comunicato la sua volontà di non avvalersi più, con decorrenza immediata, dei servizi della Format Contact Center.
Riteniamo quindi urgente un confronto con le OOSS e con i rappresentanti dei lavoratori per valutare la nuova situazione determinatasi e definire i percorsi di accesso agli ammortizzatori sociali.
Nel frattempo, e sino a nuova soluzione, i lavoratori che non vogliono aderire allo sciopero proclamato, godranno di giorni di ferie.
Proponiamo per l’incontro la data del 30 aprile.

Format Contact Center

Bella, eh? Pare che le panacee a tutti i mali del mondo (del lavoro) di questi tempi passino attraverso gli ammortizzatori sociali.

Comunque. Pare che prima dell’incontro previsto per il 30 aprile ci sarà un incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico, per discutere la situazione di 170 persone. L’incontro è fissato per domattina. Attendiamo notizie.

Per continuare, oggi ho trovato in moderazione un commento di Luciana Rosa, responsabile della RSU e sindacalista UILM. Lo copincollo perché ha tutta la dignità di post e spiega meglio di come potrei fare io da esterna quello che sta capitando agli operatori del call center:

Carissimi…. eravamo il call center di Trenitalia da piu’ di 10 anni ed ora siamo stati messi alla porta dal colosso Almaviva in maniera brusca… neanche uno sfratto esecutivo per morosita’ avviene in questo modo.. Anche noi , come tante altre situazioni, analoghe alla nostra, siamo vittime del maledetto sistema italiota del dio subappalto che ha creato nel nostro paese una vera e propria classe sociale quella dei disoccupati. La cosa che mi schifa di piu’ e’ il trattamento che ci e’ stato riservato, sia dalla nostra azienda, la Format Contact Center, che dai sig, Almaviva che si sono fatti troppo bene i conti nelle loro tasche,a discapito di 170 operatori che hanno gettato nel cassonetto della disoccupazione, senza scrupoli. E la Sig.ra Trenitalia, come Ponzio Pilato, si lava le mani e ci tiene a precisare che non ha nessuna responsabilita’ in merito…. anzi si scusa con il viaggiatore del disservizio causato da una societa’ esterna a FS che ha in gestione il servizio 892021…. Certamente in tutto questo baillame di sigle, soprusi e magagne, l’affezionato viaggiatore delle nostre ferrovie si chiedera’ perche’ mai Trenitalia non assume direttamente il personale che da anni ha dato prova delle sue conoscenze professionali e tecniche. La domanda non troverà risposta, così come non l’hanno trovata tutte le altre domande sui pingui subappalti che da anni il Gruppo Ferrovie dello Stato elargisce a destra e a manca con logiche sulle quali neanche la nostra magistratura ha avuto il coraggio d’indagare. Dallo scandalo delle salviette d’oro alla dismissione di interi reparti di manutenzione per “esternalizzare”. La musica continua a essere suonata sempre dalla stessa orchestra…. Ma noi lavoratori dell’ 892921, quelli che possono vantare la genitorialita’ di questo servizio, non si arrenderanno facilmente e rivendicano il loro posto di lavoro.

Rosa Luciana RSU UILM Format Contact Center

Ce ne sarebbe per mettersi a scrivere post da qui al 2750 d.C.

Infine vi lascio un filmato, preso da Libera TV, in cui i lavoratori del call center e i lavoratori RSI (vi ricordate la Wagon Lits? Proprio loro. Che stanno vivendo la stessa situazione, come si comprende molto bene dal filmato. I lavoratori dell’89.20.21 entrano in scena, se mi è consentito, dal quarto minuto circa. Non mi riesce di incorporare il filmato, quindi cliccateci sopra)

Trenitalia fra speculazione e cassintegrati

Per oggi credo sia abbastanza. Anzi, no. Ieri in manifestazione sono incappata in qualche lavoratore e ho pensato di scatarvi una bella cartolina della manifestazione:

Ora ho finito veramente. Almeno per oggi. Ai prossimi aggiornamenti.

La Viaggiatrice Julka nella sua versione Agit Prop

*Mi scuso con i viaggiatori abituali se per qualche giorno i miei post saranno incentrati sul licenziamento degli operatori del call center di Trenitalia, quello stesso contro cui ogni tanto ci capita di bestemmiare. A mio parere si tratta di una questione importante, da affrontare e di cui parlare, anche perché di spazio mi pare che non ne stia avendo molto. Siamo in tempi di licenziamenti, a chi interessano altre 170 persone che restano a casa. In realtà dovrebbero interessare a tutti. Soprattutto in un caso come questo, dove una società multinazionale decide di non puntare più sulla qualità di un servizio, lasciandolo gestire a persone che lo conoscono a menadito perché è il servizio di cui si occupano da anni, ma per questioni meramente economiche assume personale grazie agli sgravi fiscali previsti per gli apprendisti. Ora, sarebbe bene ricordare che un sistema in cui l’azienda non solo programma le assunzioni in base a quanto potrà risparmiare per assumere un lavoratore, ma permettendosi di lasciare a casa senza colpo ferire un intero call center che ha un costo decisamente maggiore mette tutti in pericolo di restare a piedi da un momento all’altro. Quindi non è solo un problema di chi sta perdendo il posto di lavoro oggi. Domani potremmo esserci noi, a scioperare per lo stesso identico motivo.

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3 commenti

Archiviato in quando è troppo è troppo, sciopero

3 risposte a “89.20.21: la parola agli operatori del call center.*

  1. Reblogged this on prospettiva z and commented:

    ribloggo questo post di Giuliana, perché vale la pena diffondere e prendere coscienza di come le cose stanno degenerando

  2. cricchio.81@hotmail.it

    Ribadisco il fatto che non solo la Format Contact Center è stata cacciata via ma anche la Format Service Desk che tratta dei sistemi informativi, già una buona parte de lavoratori è stata messa in cassa integrazione ed altri faranno la stessa fine, ma perché nessuno ne parla, perché i nostri colleghi del 892021 non ne vogliono parlare???

    • E perché non vai al presidio a chiederlo a loro direttamente? Non mi pare che si stiano nascondendo. Comunque ti ho già fornito di indirizzi email per spiegare la situazione, se ti interessa veramente parlarne e non stai aspettando che qualcuno faccia le proteste al tuo posto. Questo è l’ultimo commento che ti pubblico.

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