Sicurezza regionale

Oggi torna a trovarci Carla, la Pendolare che pendola tra Roma e Colleferro sulla linea Caserta-Cassino-Roma. Ci parla di un argomento che probabilmente è stato già toccato nei secoli, ma non a  sufficienza:

Non so se qualcuno abbia già pubblicato un post sull’argomento “sicurezza”, ma anche se fosse, una rinfrescatina non farà male a nessuno.

Viaggio tutti i giorni sul regionale Caserta/Cassino- Roma. Di disagi ce ne sono fin troppi, dai ritardi ai bagni che non funzionano. E poi, hanno aumentato il biglietto…ma questa è un’altra storia.

 Quello su cui voglio concentrarmi ora è, appunto, la sicurezza.

Andiamo per punti:

 1)      Fino al treno delle 8.25 (da Colleferro) e dopo il treno delle 17:40 (da Roma) e quindi in ora di punta, questa linea scoppia di passeggeri. Letteralmente.  Corridoi pieni. Spazio di fronte alle porte d’uscita zeppo che manco alla sagra della patata. Ora, passi l’aria irrespirabile, passi un’ora di viaggio in piedi, ma – e qui potete toccarvi i cosiddetti – se dovesse succedere qualcosa? Dico, qualsiasi cosa. Un incendio, un attacco epilettico di qualcuno, che ne so. Una qualsiasi situazione che richieda un’uscita rapida dal treno, per esempio.

2)      Mentre penso queste cose, mi volto a cercare un estintore. Ne vedo uno, davanti alle porte. Funzionerà? E’ una di quelle cose che non puoi provare…

3)      Guardo la maniglia freno di emergenza. Anche per quella mi devo fidare, non è il caso di provarla.

4)      Cerco inutilmente con lo sguardo un martello per spaccare il vetro in caso di bisogno. Manco a pagarlo. I vani adibiti a contenerli ne sono TUTTI privi. Ma chi li avrà rubati? Un carpentiere cleptomane? Chissà.

5)      Un punto a parte meritano tutte le volte in cui le porte non si aprono quando dovrebbero o si aprono quando NON dovrebbero. E’ successo anche questo.

 Mi fermo qui. Anche perché, scusate, mi sembra abbastanza.

 Mentre l’Italia piange i morti dell’ennesimo terremoto che ha mietuto vittime non per l’evento in sé, ma per via degli edifici totalmente inadatti a sopportare un evento sismico (che a quanto pare ormai in Italia non è così “eccezionale”), noi pendolari andiamo a lavorare su un treno che, in caso di evento straordinario, durante l’orario di punta potrebbe diventare una trappola mortale.

 Continuino a fregarsene di quello che “potrebbe succedere, ma tanto non succede, dai!” per gridare alla tragedia solo dopo che è successo. Continuino a fare i coccodrilli che piangono dopo aver mangiato i cuccioli.

 E poi ti chiedi: chissà perché in orario di punta i controllori non passano mai…

Ora, Carla conosce un’unica linea. Sarebbe utile avere informazioni sulla sicurezza di altre linee particolarmente intasate durante le ore di punta. Attendiamo i racconti dei lettori. Con i loro tempi, naturalmente.

Il Pendolare

 

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2 commenti

Archiviato in Racconti dal Treno, Voce del verbo pendolare

2 risposte a “Sicurezza regionale

  1. La mia linea non è mai così “straripante”, sebbene i posti a sedere si occupino tutti. Pochi o nessuno rimangono in piedi. E’ vero però che spesso i controllori sono fatti di fumo. Non ho verificato se manchino o meno i martelletti, ma lo farò e poi farò prontamente rapporto.

  2. Grazie. So che su di te si può sempre contare!

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