Oh, io sono su Italo.

E niente, volevo dirvi che a Casa Italo ci han fatti entrare tutti e due,  pure il mio accompagnatore che non aveva nessun biglietto e che non c’erano cani da guardia all’ingresso, coi mitra spianati. E questo è già un buon punto.

Poi volevo dirvi che non mi era arrivato il sms con i codici dei viaggi, andata e ritorno,  e quindi, essendo la mia prima volta, ho stampato i biglietti, però non serviva perché bastava il codice.

Poi volevo dirvi che le signorine a casa Italo sono carine e gentili e rispondono anche a quelli che non hanno la più pallida idea di come uscire dalla Stazione Tiburtina (e no, non è facile, se non ci sei già stato almeno una volta. Neppure capire dove sono i binari arrivando dalla metropolitana è facile, e nemmeno capire dov’è la biglietteria, quindi se partite da Tiburtina è meglio che vi fate il biglietto prima di arrivare in stazione sennò rischiate di perdere il treno, se siete di quelli che spaccano il minuto. Vero che i treni di solito son loro a non spaccare il minuto, ma non tentate la sorte).

Poi volevo dirvi che sì, la connessione non è velocissima, ma non mi hanno fatto inserire nemmeno la carta di credito, ed è un’altra cosa buona.

E poi volevo dirvi che i viaggiatori delle vacanze purtroppo son viaggiatori delle vacanze pure se hanno preso Italo,  e fan casino come lo facevano quando viaggiavano su Trenitalia e sui treni delle FS, compresi i bagagli che ti arrivano sui piedi e lo scatto felino perché non han controllato la loro carrozza prima di salire sul treno (no, non hanno scuse: ci sono pure gli indicatori, della posizione delle carrozze), ma questa non è colpa di Italo: è colpa dei viaggiatori delle vacanze.

Per adesso volevo dirvi questo. Quando passa il controllore vi dico qualcos’altro.

A più tardi.

Ah, sì. Il treno è partito in orario, e pure questa è una cosa buona.

Aggiornamento delle 16.49

La controllora (sì, è una donna) è passata, ha esordito con ‘buonasera, signori’, ha guardato il codice, ha rischiato di cadere addosso a qualcuno, ma eravamo in curva a 260 km orari e ci può stare, ha ringraziato e augurato buon viaggio. E pure questa è cosa buona.

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6 commenti

Archiviato in Italo, Racconti dal Treno

6 risposte a “Oh, io sono su Italo.

  1. Ma allora si può! Si può essere efficienti ed educati. Ma guarda.

    • Bisogna essere onesti. Il servizio di Trenitalia, all’atto pratico, e al di fuori delle sale dedicate ai possessori di cartafreccia oro, non sono persone indecenti. O meglio. Io ho trovato controllori (quelli con cui ho avuto a che fare più spesso) e personale all’assistenza clienti (un’unica volta) piuttosto educati. Ho esperienze differenti sui treni regionali, ma il paragone va fatto a parità di servizio. Però devo dire pure che nessun controllore mi ha mai aiutata a scendere la valigia dal treno, come invece è capitato su Italo sabato. Son cose.

  2. Franz J.

    cedi anche tu al lato arancione della Forza !
    (per chi non ci seguisse, l’arancione è il colore dominante delle carrozze smart)

  3. Pingback: Per ora son tornata a Roma. « Ufficio Reclami

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