Di nuovo su Italo.

Dopo una settimana trascorsa a non preoccuparmi minimamente di treni, ritardi, partenze, arrivi. Così abbiamo saltato il piccolo problemino incorso ai treni germanici causa aria condizionata troppo forte causa clima estivo decisamente non adatto al paese  (non trovo la notizia, poi se la recuperate voi fate un fischio e metto un bel link) e tutte le altre amenità estive con cui ci intratteniamo ogni agosto che il Divino Paranoico ci concede.

E insomma, sto ripartendo. Sempre con Italo. Stavolta sono sulla carrozza cinema.  Perché i servizi nuovi si provano tutti, nel limite del possibile (e se la carrozza cinema è gratis, usiamo la carrozza cinema)

Oh, a dire il vero siamo a Rogoredo e io di cinema non ho ancora avuto la minima traccia. Però non dispero, in fondo siamo in viaggio da 17 minuti e a Roma mancano 3 ore e un quarto.

Ma andiamo con ordine. Anzitutto manca l’ultima parte del racconto del mio viaggio con Italo. Sapevate che il personale di bordo scende e aiuta la gente alta un metro, un cazzo e un barattolo (insomma, quelli come me) a tirare giù i bagagli dal treno? Bene, non lo sapevo nemmeno io, e ne sono stata molto felice, perché uno dei grandi problemi che attanagliano noi donne di scarsa misura è sempre lo scarico bagagli. E non ci sono sempre a disposizione fidanzati che accompagnano e vengono a prendere o persone gentili in grado di rendersi conto della tua inettitudine totale allo scarico veloce di un trolley (generalmente le persone che hai intorno sono madri di famiglia con un bambino particolarmente rompipalle al seguito o donne di una certa età che al seguito hanno, inspiegabilmente, una valigia contenente tutta la casa più un paio di sacchetti di vettovaglie sufficienti per tutta una tradotta in partenza per la campagna di Russia. Come si fa a chiedere aiuto o solo comprensione a gente che ha cotanti pensieri suoi? Ci si arrangia e si fa prima…).

Quindi l’omino che ti aiuta a scaricare il trolley è un altro punto a favore di Italo.

Però. Insomma, in tutto ciò ci deve essere un però.

Con il mio secondo inizio di viaggio mi sono resa conto di un problema notevole. Problema per me, eh. Più che altro perché per indole non amo chiedere informazioni. Sappiate che in genere quando sono in giro per città che non conosco l’unica informazione di cui necessito è una cartina, o di alcune cartine e di una guida turistica, quando la città fosse di quelle piuttosto grandi e farcite di roba. Lo stesso avviene quando viaggio in treno. Sono abituata a fare per i cavoli miei, a cercarmi il binario, e a trovare da sola tutte le informazioni. Magari con l’aiuto di internet.

Italo, invece, presuppone la necessità di chiedere informazioni a qualcuno. Non è una colpa, intendiamoci. Per ovvi motivi quando si giunge in stazione si cerca di capire come funziona, da dove parte il treno, quali sono i binari abituali di partenza, e tutto quello che può venire in mente quando si prende un treno.

Probabilmente le cose cambieranno con l’abitudine. Probabilmente con il tempo ci sarà pure un sistema simie a quello di Viaggiatreno per capire anche da casa se un treno è in ritardo,  solo collegandosi a internet. Sicuramente prima o poi imparerò a memoria tutti i binari di tutte le stazioni di transito di Italo e non avrò più bisogno di andare a chiedere informazioni a nessuno.

A proposito, anche a Garibaldi l’accesso a Casa Italo non è subordinato al possesso di carte di fidelizzazione o biglietti del treno.     Tutto ciò è molto bello, soprattutto quando si parte da stazioni dove non esiste l’alternativa della sala d’attesa aperta a chiunque.

Nel frattempo, abbiamo superato Rogoredo e il film è iniziato. Certo, funziona un unico auricolare su due, non si sa per quale motivo. Ma alla fin fine ci si può accontentare, per il momento. Poi il film mi sembra un polpettone mediorientale, mica lo so se me lo vedo tutto…

Ah, per chi usasse chrome, oggi ho avuto qualche difficoltà con la registrazione per l’uso del wifi. Un consiglio: per l’accesso usate firefox, se usate un netbook. Vi risparmierà un sacco di tempo!

Per ora è tutto. È già passato pure il controllore. Non mi resta da fare altro che postare e mettermi a dormire. Forse.

La Viaggiatrice Julka appallata dal film

Aggiornamento

Non ho fatto in tempo a pubblicare il post che mi è arrivato un aggiornamento. Pare che esista un servizio simile a quello di Viaggiatreno, sul sito di Italo. Si trova nella sezione Italo in viaggio.

Il mio treno è quello in ritardo di 1 minuto. Va bene, possiamo accontentarci.

Nel frattempo, il film continua a essere una palla. Mi sa che mi metto a dormire sul serio…

Aggirnamento delle 14.02

Dopo aver scoperto grazie al mio compagno di banco occasionale che esiste su Italolive la possibilità di vedere alti film oltre ai polpettoni mediorientali programmati per il viaggio (ovviamente se disponete di un supporto apposito…), mi sono dedicata finalmente all’aspetto su cui tutti bramiamo avere informazioni: COME SARANNO I BAGNI?

Ebbene. I bagni sono puliti. C’è la carta. L’acqua scende. Il mio addirittura era libero, non ho dovuto aspettare facendo la fila e nemmeno cercare un bagno più comodo nelle carrozze successive. C’era persino il sapone e l’asciugatore non ha fatto capricci. Ho dimenticato la macchina fotografica, altrimenti gli facevo un servizio completo.

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8 commenti

Archiviato in Italo, Racconti dal Treno

8 risposte a “Di nuovo su Italo.

  1. A_G

    da qualche tempo sul sito di Italo c’è la parte “Italo in viaggio” che è simile a viaggiatreno: http://www.italotreno.it/IT/italo/Pagine/default.aspx

  2. per fare chiedere informazioni a me devi minacciarmi con un fucile, quindi capisco bene il tuo disagio. Ma viaggiare guardando un film, sebbene di Bollywood, è un miraggio.

    • Comunque ci hanno dato anche le cuffie, e mi sa che me le porto a casa, sono monouso!

    • Non è Bollywood, è proprio un film mediorientale. Una storia d’amore in Iraq in mezzo ai curdi che vengono bistrattati… (comunque su Italolive, se si è muniti di supporto adatto, tipo PC, ci sono una serie di film disponibili. Se i polpettoni mediorientali annoiano, si sceglie qualcos’altro! L’ho scoperto grazie al compagno di banco occasionale)

  3. Pingback: Per ora son tornata a Roma. « Ufficio Reclami

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