Ne abbiamo già parlato ieri.

Della questione di Barbara D’Urso e della sua impossibilità di accedere alla sala dedicata ai viaggiatori AV, intendo.

Però mi interessa riparlarne perché mi sono andata a spulciare il regolamento del servizio. Ero stupidamente convinta che per accedere alla sala in questione fosse sufficiente disporre di un biglietto AV. D’altra parte dovrebbe essere normale, che un servizio dedicato ai viaggiatori cartafreccia consenta l’accesso a chi è munito di relativo biglietto (vi ricordo che Casa Italo consente l’accesso senza controlli sui biglietti a chiunque, accompagnatori non viaggianti inclusi. Perlomeno in Stazione Tiburtina succede)

Invece leggo il regolamento e resto basita. Pare proprio che l’ingresso alla sala Frecciaclub sia più controllato di Fort Knox:

Se sei titolare di una Cartafreccia potrai acquistare una delle seguenti tipologie di abbonamento o carnet per l’ingresso ai FrecciaClub:

abbonamento semestrale ( € 300, valido per 6 mesi a partire dalla data di emissione);abbonamento annuale ( € 500, valido per 12 mesi a partire dalla data di emissione);Carnet 10 ingressi ( € 200, valido per 6 mesi a partire dalla data di emissione).

Inoltre, per l’accesso ai FrecciaClub come previsto dal Regolamento, dovrai soddisfare uno dei seguenti requisiti:

a) essere in possesso di un biglietto per la prima o seconda classe o per i 4 livelli di servizio Standard, Premium, Business ed Executive, valido per viaggiare in giornata (non è valido il possesso di biglietti del trasporto regionale);

b) essere in possesso di un abbonamento di prima classe o Businessin corso di validità (non è valido il possesso di abbonamenti di seconda classe, standard né di abbonamenti del trasporto regionale);

c) acquistare, presso la biglietteria interna del FrecciaClub, un biglietto per la prima o seconda classe o per i 4 livelli di servizio Standard, Premium, Business ed Executive, valido per viaggiare in giornata (non è valido l’acquisto di biglietti del trasporto regionale).

d) acquistare, presso la biglietteria interna del FrecciaClub, un abbonamento di prima classe o Business (non è valido l’acquisto di abbonamenti di seconda classe o Standard né di abbonamenti del trasporto regionale).

(qui potete scaricare l’intero PDF, dove scoprirete cose molto più interessanti e amene, se vi piace il surrealismo)

Ora, lungi da me l’idea di voler dare ragione alla signora D’Urso (che magari aveva davvero la febbre ma se si trovava a Roma poteva andare a mescolarsi nel volgo profano della sala d’attesa dedicata ai poveracci e se si trovava altrove immagino potesse permettersi di consumare un té caldo in uno dei luoghi di ristoro di cui sono sempre e comunque provviste le stazioni dove è previsto il Frecciaclub, essendo stazioni piuttosto grandi), questa faccenda mi risulta bizzarra.

Una persona paga un sacco di soldi per un treno AV e per un servizio di un certo tipo, e nei minuti che precedono la partenza del treno per cui ha pagato un sacco di soldi, non può entrare al Frecciaclub solo munita del suo costosissimo biglietto? E perché? Cosa ci sarebbe di tanto esclusivo nell’avere un abbonamento semestrale o annuale per viaggiare sui treni AV, rispetto alla necessità una tantum di viaggiare con un treno AV?

Inoltre. Perché se Trenitalia mi tratta in questo modo quando sto aspettando il mio treno AV dovrei avere un qualche incentivo a continuare a utilizzare i suoi convogli proprio adesso che ho a disposizione un servizio simile su tutte le città toccate dall’Alta Velocità e per di più l’altro servizio mi garantisce anche senza mostrare il biglietto del treno di entrare in un posto caldo quando fuori ci sono x gradi sotto zero*?

E già che ci siamo, vorrei un’altra risposta. Per quale motivo Barbara D’Urso può tranquillamente girarsi il suo filmato di protesta su un treno AV mentre Giulia viene cazziata quando chiede l’autorizzazione di scattare delle immagini nella sala viaggiatori di Termini?

Però questa è una domanda retorica, essendo noi semplici blogger che non si fila nessuno mentre Barbara D’Urso è conosciuta ovunque…

Quindi mi accontenterei delle risposte sull’argomento Carta Freccia.

E adesso che abbiamo dedicato fin troppo tempo a questo argomento da ricconi, possiamo tornare a preoccuparci dei veri pendolari che non solo aspettano sulle banchine a x gradi sotto zero ma spesso non hanno nemmeno uno straccio di sala, non dico vip, pure solo uno sgabuzzino, nelle stazioni. 

Questa sì, è roba importante che merita risposte migliori di un generico ‘copritevi bene’.

La Viaggiatrice Julka impossibilitata a entrare nel Frecciaclub

 

*Sia chiaro che parlo della mia personale esperienza con Italo, eh. Se qualcuno avesse riscontrato restrizioni all’ingresso a Casa Italo me lo faccia sapere tranquillamente.

 

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2 commenti

Archiviato in disavventure di livello

2 risposte a “Ne abbiamo già parlato ieri.

  1. Ma davvero non lo sapevi ?!
    A me a Firenze è capitato spesso di vedere gente con i bliglietti che quasi si schiantavano contro le porte scorrevoli a vetro che non si aprivano.
    Sull’altro pc ho anche qualche foto. C’è una sorta di sensore, passi la carta magnetica e le porte si aprono. Altrimenti ci sbatti di naso, metaforicamente e non

    • Più che altro ero rimasta al ‘se hai un biglietto AV puoi entrare’. Poi per quello che ho usato la sala in vita mia… Il punto non è che non lo sapevo. È che è un assurdo.

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